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Lavori Contest "Oneshot PGInventatoXPGAnime/Manga", qui le fic partecipanti al contest!
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Digidestined of Kindness. Orange Pearl Voice~Sara. - It doesn't matter what happens to me, I will protect you forever. I love you, Gaito.

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~ Cruel Fantasy

Beyblade ~ Coppia YuriyxDana

Era notte. Il mio letto era freddo, come ogni sera del resto.
Ogni sera sognavo di vederti aprire quella porta ed entrare qui.
Venire da me, nel mio letto, tra le mie braccia.
Vorrei sentire il tuo calore, vorrei sentire il tuo corpo accanto al mio,
vorrei sentire di nuovo la tua voce. Vorrei cosi tante cose, ma nessuna di
queste si avvererà mai.
Tu sei li, rimani li, fermo ed immobile. Guardi la luna, so bene che lo fai,
preghi per una vita migliore, magari piangerai... Ma io non posso vederti.
Non mi vuoi vicino, dici che sono un impiccio, che sono una fonte di
distrazione, che distraggo i tuoi allenamenti.
Odio questo posto.
Sei cambiato, prima eri diverso, io lo so. Nessuno lo sa meglio di me.
Questo posto ti ha cambiato.
Non c'è più il sorriso sul tuo candido viso. Non c'è più gioia nei tuoi
occhi azzurri, non c'è più la persona che conoscevo anni fa...
Dove sei?
Sei cambiato. Mi manchi.
Chi sei ora?
...
Ora, al posto del tuo calore... Ciò che mi riscalda, è il solo odio.
Odio questo posto, odio chi lo comanda, odio chi mi si avvicina.
Sono cambiata? si. lo sono.
Non è colpa mia se sono cambiata, è stato il dolore.
Ti ho perso, ti ho perso per sempre. Non tornerai da me...
Un solo rumore. Ti vedo, stai entrando davvero! Hai udito i miei richiami?
Ti avvicini a me, con decisione e ... Una strana luce negli occhi...
Quella è... Gioia? I tuoi occhi.. Sono tornati quelli di sempre?
Ti avvicini, non ti fermi. Arrivi vicino al mio orecchio, sento un tuo sussurro
che mi dice una qualche parola gentile che non riesco a recepire...
Mi ami? I tuoi occhi mi parlano di nuovo.
Si, quello è amore... Come la prima volta, i tuoi occhi sono tornati ad esprimermi
i tuoi sentimenti... Inizia a baciarmi, sento il tuo odore e sento che sei vicino
a me... Le tue braccia mi chiudono in una morsa gentile, piena d'amore..
Sei di nuovo con me, ti amo.
Ci baciamo per tutta la notte, sento il tuo calore accanto a me...
L'Alba, è l'alba vero?
Sento la luce sul mio viso, apro gli occhi, amore mio.
...

Cruel Fantasy...
You believe this is Real.
You Dream about your love and now you see him.
Not here, not in your arms..
Can you stay Together, forever?
Just for us...
You sleep and dream about you and him again, 'cause he change so much.
Can you hear my pray?
Cruel Fantasy...
This is a goodbye.


Non è l'Alba.
E' Notte.
E tu... Sei ancora li.
Il tuo sguardo verso la luna, come l'avevo lasciato.
Il mio lupo solitario.
Sei divenuto un lupo solitario e non mi lasci più avvicinare a te...
Ma io ti aspetterò amor mio, Io, Dana, sarò qui finchè non tornerai.
Quando il mio sogno si realizzerà, saremo di nuovo insieme, Yuriy.
Ti amo... Non dimenticarti di me, Ti amo.

Cruel Fantasy...
You still wait him in your room.
Did He come in your dream again?
Leave your whisper come true.
Him return to you.
Someday him will come to you again.
Hear my Pray.
Cruel Fantasy...
This isn't a goodbye.


~ End

*° La Lyrics che vedete in questa FF è di mia invenzione OWO quindi non siete AUTORIZZATI a copiarla.

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~ Ikkyu Nyu Kon! ~

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Endless slumber has ended
Dazzling rays surround me
Sparkles infinitely Dreams Dreams
Journeys firmly Going Going
Puts promise into our hands
Showing hope's tomorrow
Echoing sounds soar distantly

Birds' songs
Resound through the skies
Resound through the skies


~Firma e altre cose~

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Teodoro il Panda Pandoro
 
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Unica e Vera Moglie di Naoji e Ragazza di Lucius. Trevor&Alucard's Wife.


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Gundam Wing ~ Coppia RarebaxRei

“Rareba, ricordi quando ci siamo incontrati? Quello fu il giorno più bello della mia vita. Parlammo tanto, ci conoscemmo. Eravamo divenuti amici, eravamo inseparabili. Purtroppo, fu la guerra a dividerci, e nessuno mi disse né mi rassicurò che tu saresti tornato. Sapevi che ci tenevo a te. Lo sapevi. Non ti ho mai dichiarato i miei sentimenti. Non l’ho mai fatto. Vorrei che tu fossi qui, ma forse è meglio così. Non vedresti cosa la tua lontananza mi combina, come mi distrugge. Ti amo, forse è troppo tardi per dirtelo, forse è troppo tardi per dichiarartelo, ma voglio che tu lo sappia. Spero mi perdonerai per questo gesto folle.
Non vorrei lasciarti, non vorrei farlo, ma devo. Non so se leggerai mai questa lettera. Spero immensamente di si. Lo so che è dura, lo so che lo fai per la pace del mondo, ma non riesco a starti lontana. Vorrei essere lì. Vorrei tanto, ma non posso. Rareba, sei il mio unico grande amore. Ti amerò per sempre, ricordatelo. Ora, però, devo proprio andare, ho una missione da compiere e mi batterò per te. Ti amo, Rareba. Con tutto il mio cuore.

Con amore,

la tua Rei”.

Quando finii di leggere la lettera, dai miei occhi caddero delle calde lacrime. La tua lettera era arrivata insieme al tuo corpo, ridotto in fin di vita. Eri andata a combattere con Treize da sola. Non avevi nemmeno un Gundam, era il gesto più folle che avevi mai fatto in tutta la tua vita. Entrai nell’ospedale in cui eri stata trasportata e chiesi all’infermiera il numero della tua stanza – E’ la numero 23, al primo piano. La terza stanza a destra- mi sorrise l’infermiera – Ok, grazie- sorrisi e corsi a cercare la camera. Salii al piano superiore e mi diressi velocemente verso la porta – Stanza 23- lessi – E’ questa- mi dissi e, abbassando il manico, aprii la porta.
Appena entrai due medici mi si pararono davanti – Chi sei? E cosa ci fai qui?- mi domandarono i due – Mi chiamo Rareba Winner, sono qui per far visita a Rei- dissi calmo – Il pilota di Gundam?- mi chiesero – Si, proprio io- risposi – E’ sicuro di voler vedere la ragazza?- mi domandarono di nuovo – Si. Sono sicurissimo- risposi – Ok. È lì che riposa- mi dissero indicandoti – Ok, grazie- sorrisi e mi diressi accanto al tuo letto.
Quello che vidi mi fece salire un connotato di vomito, ma lo trattenei. Purtroppo, Reika eri messa male, molto male. Le tue condizioni erano tragiche, non si sapeva se ti saresti salvata o meno. Avevi ferite dappertutto e più ti guardavo e più piangevo. Era colpa mia se ti trovavi in quella situazione, era colpa mia e di nessun altro.
- Rei…se mi senti…ascolta le mie parole…- cominciai sedendomi accanto al letto – Ho letto solo oggi la tua lettera…e mi sono accorto di quanto sono stato stupido…- ti dissi dolcemente – So che è colpa mia se sei in queste condizioni…ma non voglio perderti…non voglio…- mi misi a piangere, non potevo vederti in quelle condizioni.
- Io…ti amo, Rei…forse è troppo tardi, ma voglio fartelo sapere…- ti dichiarai senza rimpianti, ti avrei amata per sempre. Qualsiasi cosa sarebbe successa lo avrei fatto, non m’importava nulla. Sei sempre stata la persona che ho amato, ma non ti ho mai detto nulla, capisco solo ora il mio errore. Sono stato uno stupido, ma non me ne sono mai reso conto. Mi dispiace Rei, mi dispiace tanto. Se solo potessi tornare indietro…tornei al giorno in cui ci siamo separati, al giorno in cui avrei voluto dirti tutto questo ma non ho avuto il coraggio, avrei dovuto farlo, ora non sono nemmeno sicuro che ti riprenderai…spero immensamente di si.
- Io vado…Ci sentiamo domani- ti dissi e, con le lacrime che sgorgavano dai miei occhi, ti diedi un bacio sulla tua candida fronte, salutandoti.
Tornai anche i giorni successivi, ma non davi segni di miglioramento. Niente riusciva a farti svegliare, niente. Ti portavo ogni giorno dei fiori, delle rose, proprio quelle che piacciono a te. I miei compagni ti mandavano auguri di pronta guarigione, ma tu non volevi tornare. Ogni giorno ti raccontavo una storia, una delle mie avventure ma sembrava che nulla ti avrebbe svegliata.
- Apri gli occhi…ti prego Rei…voglio vedere quegli stupendi smeraldi guardarmi come hanno sempre fatto…vorrei che tu mi sorridessi ancora. Sono egoista, lo so. Non posso farci nulla, voglio averti fra le mie braccia. Poterti amare come non ho mai potuto fare- ti supplicai, sperando in un tuo risveglio. Non riuscivo a svegliarti, non potevo più fare nulla. Me ne resi conto quando vidi che il tuo battito era cessato.

Rei, vorrei tornare indietro. Tornare ai giorni in cui ti ho conosciuta, in cui ti ho amata. È colpa mia, non dovevo lasciarti sola. Non dovevo farlo, non contro Treize…Adesso non sei più con me, non lo sarai mai più. Mi dispiace Rei, non volevo che finisse così. Sono stato uno stupido e lo sarò sempre. Ti amo, Rei e questo non cambierà le cose. No, non lo farà. Ti amerò per sempre, con tutto me stesso. Io, Rareba Winner, avrei potuto farti divenire la mia principessa, ma non l’ho fatto. Io, Rareba Winner, farò cessare questa guerra anche per te, soprattutto per te. E quando vivrò in pace, ti verrò a trovare. Adesso, però, ti preparo una tomba. Perché te la meriti, hai avuto coraggio ad affrontare Treize da sola, ne hai avuto molto.

Passarono gli anni, la pace era tornata. Visto Rei? Che ti avevo detto? È tornata la pace, amore mio. Era quello che volevamo entrambi, no? La vita è serena, tutti si divertono, e, per fino Heero, hanno la ragazza. Tutti tranne me. Molte ragazze mi hanno dichiarato i loro sentimenti, ma non ho li ho mai corrisposti. Non ce l’ho fatta ad innamorarmi di nuovo, ci sei solo tu nel mio cuore. Nessuna ragazza sarà mai come te, nessuna. Ti amo, amore mio. E ti amerò sempre. Io, Rareba Winner, non dimenticherò mai te, Rei Light, perché sei e sarai sempre la sola donna della mia vita.

- FINE-

Edited by *Marie* - 7/9/2007, 23:28

Firma sotto il mio COPYRIGHT, chi osa copiarla muore è__________é

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My family
Sorelle&Fratelli: Yume(reale), Charmender boy, Yumikiko, Rei Unriu~
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Nina Supporta Teodoro il Panda Pandoro


Piombo Rovente, Lame.
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Una rosa è una rosa anche se essa sia bianca o rossa. Una rosa non sarà mai un lillà. [Citazione by Andrè - Lady Oscar.]
 
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Petali di Rosa

Death Note - Coppia L X Sarah [Perdonatemi ma è spoiler, tantissimo ç.ç Riferimenti al romanzo di Death Note e al caso BB.]

Mi hanno sempre affascinato le rose di quel giardino; erano di un rosa particolarmente intenso, e mi regalavano un sorriso ogni giorno, quando la mattina mi alzavo di buon'ora e uscivo in cortile ad ammirarle. Erano la mia fuga dalla realtà.

Mi chiamo Sarah, sono nata a Los Angeles e cresciuta in un orfanotrofio che si trova tutt'ora a Winchester, in Inghilterra; Sarah non è il mio vero nome. Perchè ho deciso di farmi chiamare così? Beh, è una storia lunga, meglio cominciare dall'inizio.

< Questa è la nuova arrivata, si chiama Evangeline. > asserì il distinto signore di nome Roger di fronte a coloro che già da tempo vivevano in quel luogo; io vi ero arrivata troppo tardi. Avevo già tredici anni, e gli altri mi vedevano come un'estranea, seppur fossimo praticamente tutti coetanei, essendoci pochissimi anni di differenza fra noi: chi aveva la mia età, chi aveva un anno in più e chi uno in meno. Qualsiasi fosse la nostra età, la situazione era la stessa per tutti: eravamo rimasti orfani.
C'era qualcuno lì, che non aveva mai conosciuto i propri genitori, e per questo si disperava, ogni santo giorno; io, per quanto mi riguarda, avrei preferito non avere mai saputo che razza di persone erano i miei. La cosa certa è che mi odiavano, e dire che mi hanno cresciuta fino all'età di tredici anni è proprio una bella battuta. Sì sì.
I miei compagni alla Wammy's House, l'orfanotrofio in cui ero stata portata dopo che loro erano stati barbaramente uccisi, spesso mi evitavano: evidentemente, il mio essere solitaria e il mio sguardo spesso e volentieri cupo e assente li spaventava; giravano addirittura voci secondo le quali ero stata io a far fuori i miei genitori, perchè mi maltrattavavo. No.
Sapevo che era stato un pluriomicida che si divertiva un mondo a "giocare" con i corpi delle sue vittime, ma non conoscevo nè il suo volto, nè il suo nome; e quando conobbi quattro persone speciali in quell'istituto, persone che mi volevano bene per quella che ero, mi capitò di pensare a lui come un salvatore, nonostante avesse contribuito a rovinare la mia vita con il suo folle gesto.

< Ciao, tu sei Evangeline, vero? Piacere di conoscerti. > disse un uomo molto giovane, ma di almeno dieci anni più grande di me, forse di più; era un tipo piuttosto, come dire... particolare. Sia per l'aspetto che per la sua mania per i dolciumi di ogni tipo; e, quando me lo dissero stentai giustamente a crederci, lui era il miglior detective al mondo: aveva persino risolto un caso incredibilmente difficile un mese prima che io arrivassi in quel luogo. Era stato a Los Angeles, e aveva smascherato l'assassino dei miei genitori, che mi sembra avesse detto che si chiamasse Beyond Birthday, o qualcosa del genere... non importava. Ciò che è era importante era colui che l'aveva catturato, la prima persona che mostrò interesse nei miei confronti: L. Già, proprio così si faceva chiamare, il più grande detective al momento in circolazione.
< Sono Evangeline Rose Carter, piacere mio. > risposi, calma e pacata, sforzandomi di sorridere.

Lui mi affascinava.

Quando lo conobbi meglio, mi capitava spesso di pensare che lui fosse il mio uomo ideale; una tredicenne non dovrebbe pensare a queste cose.
Una ragazzina come me avrebbe dovuto uscire in cortile con le sue compagne, ridere e scherzare, parlare di vestiti o di qualsiasi altra comune passione delle ragazze della mia età; ma io mi sentivo bene quando me ne stavo nella mia stanza a leggere un bel libro, magari in compagnia dei miei migliori amici: si chiamavano Mello e Matt. Non erano i loro veri nomi; mentre io all'epoca, usavo ancora il mio nome di battesimo, anche se non mi è mai piaciuto. Mello era un tipo alquanto particolare, con una smisurata passione per il cioccolato; ammirava L e lo considerava la persona più fantastica che esistesse, e questo valeva anche per il suo "acerrimo nemico" Near, un ragazzino decisamente singolare che passava le sue giornate chino sul suo adorato puzzle bianco. Componi, scomponi... all'infinito.
Costui era considerato il miglior allievo dell'istituto, e questo infastidiva moltissimo Mello, che amava primeggiare in qualsiasi cosa.
Per quanto riguarda Matt, beh... che posso dire di lui, se non che si trattava in assoluto del mio migliore amico? Con lui potevo parlare di tutto, confidarmi e sfogarmi quando qualcosa non andava; era un tipo simpatico, che amava alla follia i videogames. Sì, ognuno di noi aveva una particolare passione: io avevo L.
Non potevo fare a meno di osservarlo, sempre, soprattutto di guardarlo furtivamente dalla finestra della mia stanza quando camminava in giardino senza una meta precisa, con lo sguardo fisso davanti a sè, attento, i suoi capelli che ondeggiavano sotto il vento leggero di primavera, e la sua pelle chiara che pareva brillare, sotto il sole alto nel cielo. Lui mi piaceva; tanto.


< Ragazzi, domani L partirà; ha deciso di mobilitarsi per cercare di risolvere il caso di Kira. > affermò Roger, dopo averci convocati. Noi quattro eravamo i migliori allievi che alloggiavano lì, e Near, Mello e Matt erano addirittura candidati a diventare sccessori di L, anche se quelli che ci tenevano di più erano Mello e Near.

Kira.

Avevamo sentito parlare di lui; quel pazzo omicida che uccideva i criminali, non sapevamo ancora in che modo. Kira, che alcuni già vedevano come un Dio, come il salvatore del mondo.
Santo cielo, quanto possono essere stupidi gli esseri umani; ma io non posso parlare.

Quella sera, fra le urla di Mello che non voleva che L se ne andasse, i tentativi di Matt di calmarlo, e l'abituale compostezza dell'imperturbabile Near, mi sentiì un'estranea; di nuovo. Tanto che decisi di uscire in giardino, cosa che raramente mi capitava di fare; passeggiai un pò, per poi sedermi sull'erbetta fresca ad osservare il cielo, ad ammirare la lucentezza delle stelle che lo ornavano d'oro. Poi spostai lo sguardo, e mi soffermai sulla pianta di rose accanto a me; quelle che tanto mi piacevano. Erano davvero belle e profumate; mi avvicinai per carpire ogni sfumatura di quell'aroma rilassante, quando all'improvviso sentiì una mano sulla mia spalla. Era fredda, nonostante fuori facesse abbastanza caldo; mi voltai e vidi il suo volto, mi sorrise, e poi si sedette accanto a me, cogliendo uno di quegli splendidi fiori, per poi posarlo fra i miei biondi capelli. L.

< Che ci fai qui da sola? > mi chiese, accarezzandomi una guancia.
< Io... sono triste. > risposi, nascondendo il volto tra le mani, per nascondere l'imbarazzo e anche la prima lacrima che lenta, iniziò a scendere dai miei occhi azzurri, e rigò la mia guancia di bambina, arrossata per quell'inaspettato contatto.
< Devi stare tranquilla, io tornerò. Quando avrò catturato Kira, tornerò qui. > cercò di tranquillizzarmi, poi alzò gli occhi al cielo.
< Evangeline Rose... > sussurrò, voltandosi poi verso quella bellissima pianta, < ...il tuo secondo nome è Rosa... il nome di questi fiori che tanto mi piacciono... > asserì, < ...è curioso, non trovi? > chiese, mentre io cercavo invano di trattenere i singhiozzi. Inutile.
< Ehi, ma... tu stai piangendo! Che ti succede? > chiese preoccupato, posando le sue mani sulle mie spalle.
E in quel momento, istintivamente, lo strinsi forte a me, piangendo senza preoccuparmi di fare brutta figura; non dovevo temere queste cose di fronte a lui.

In fondo, ero ancora una bambina.

Mi accarezzò a lungo la schiena e poi i capelli, per tranquillizzarmi, mentre io mi beavo del suo profumo e del suo magico tocco; non dovevo, ma stava succedendo. Al diavolo i pregiudizi e le mie paure, al diavolo tutto. Per me, in quel momento, c'era solo lui.
< Sai, tempo fa, mi capitò di dare un nome a questa pianta di rose. > disse, continuando ad abbracciarmi.
< Davvero? E quale? > chiesi, e mi sfuggì una sincera risata; era curioso, ciò che aveva appena detto.
< Sarah... >
< E perchè proprio Sarah? >
< Non so... mi è sempre piaciuto questo nome... >
< Mh... è bello. > annuiì, sorridendo ancora.
< Che ne dici se, da ora in poi, ti chiamiamo Sarah? >
< Ok ma... perchè? >
< Ho come la sensazione che il tuo nome non ti piaccia... >

Centrato.

Fu da allora, che anche io iniziai ad usare uno pseudonimo, proprio come L e gli altri; e in futuro, mi sarebbe servito, non potete nemmeno immaginare quanto.
Ma questa, è un'altra storia.

< Ti amo... > sussurrai piano, sperando che L non sentisse.
< Mh? Cos'hai detto? > chiese, guardandomi intensamente.
< Eh? No... no, niente. >
< Forse... ti amo anche io. >

Forse.

Ho sempre odiato essere considerata una bambina, nonostante fosse la stessa identica cosa che anche io pensavo di me stessa; ma nonostante quel forse, quelle parole mi colpirono dritta al cuore, e le lacrime scesero di nuovo. Stavolta, erano di gioia.
< Però non staresti mai con me, vero? Io sono troppo piccola... >
Non finiì la frase, perchè lui si appropriò velocemente delle mie labbra con un dolcissimo bacio; il mio primo bacio.
< Perdonami, io ti amo davvero... tu aspettami, io tornerò presto, te lo prometto... >
< Sicuro? >
< Ti sembro un tipo che non sa mantenere le promesse? >
< No... >

Non lo so...

Il giorno dopo, lui se ne andò di prima mattina, mentre piangevo silenziosamente tenendo il mio amico Mello tra le braccia, anche lui triste come me; non potevo sapere cosa sarebbe successo in futuro, e sinceramente, mai l'avrei immaginato.
Ma come già detto, questa è un'altra storia.

Quello che vi ho narrato è il racconto di un amore innocente, di un'ammirazione oltre l'immaginabile; ma Dio, l'amavo sul serio.

Lo amavo davvero...

< Tornerò, te lo prometto. >
< Ti amo, L. >
< Anche io, Sarah... >


Come petali di rosa trasportati dal vento, il mio amore volò via da me, promettendomi di tornare presto; l'avrei aspettato, per tutta la vita, se necessario.


The End

Yaoi & JRock-Dipendente! X°D

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Bhe, che dire, direi giusto in tempo XD o almeno lo spero... uhm... leggete.. [sempre se riuscite XD]

Anime: Naruto
Pg: Itachi Uchiha
Pg Inventato: Yusuke

§*****My Love*****§

Aprì lentamente gli occhi, riparandosi con un braccio dalla luce che filtrava tra le tende chiare.
Era mattina presto, lo sentiva, e quando si voltò a vedere l'ora sorrise.
Erano le sei di un mattino di novembre. Nonostante fosse autunno, il sole continuava a splendere in cielo, imperterrito, riscaldando a malapena tra il vento gelido.
Si alzò a sedere, portandosi indietro i capelli lunghi.
Sbadigliò.
Con calma si alzò in piedi e prese a cambiarsi.
Sarebbe stata una giornata interessante.
Sarebbe arrivata una persona interessante. Una persona che voleva rivedere da un anno, oramai. Ne era passato tantissimo di tempo dall'ultima volta che lo aveva visto.
Si diresse in bagno per lavarsi e sistemarsi i capelli. Ma quando fece per legarli, si fermò un attimo, sovrappensiero.
Ricordò di una volta che gli aveva detto che lo preferiva coi capelli sciolti, e così fece.
Posò l'elastico ed uscì dal bagno.
Capelli lunghi fino a metà schiena, neri e lisci. Occhi piccoli e allungati neri pece, sguardo freddo e distaccato. Bocca piccola e sempre imbronciata.
Così quel giorno appariva Itachi Uchiha, del tutto normale. Ma dentro di lui qualcosa era cambiato e da molto tempo.
Scese le scale che lo avrebbero portato in cucina e quando vi arrivò vide la madre pronta per uscire.
<< Itachi,tra pochi minuti arriverà Yusuke. Trattalo bene, mi raccomando >> gli raccomandò lei, per poi sparire.
Il giovane rimase pietrificato. Lo aspettava nel pomeriggio, non così presto! E poi sarebbero stati soli in una casa enorme, senza persone tra le scatole.
Nella sua mente comparvero immagini poco consone alla situazione. Arrossì, mentre scuoteva la testa per scacciare quei pensieri.
Yusuke era suo gemello, anche se non gli assomigliava molto. L'unica cosa che avevano di simile erano i capelli.
Yusuke era alto e lo superava di almeno mezza testa, i capelli erano neri, anche se li portava più corti di lui, fino alle spalle. Gli occhi erano grandi e azzurri, vivaci e sorridenti.
Si era innamorato di lui, un maschio, il suo gemello. Era l'unica persona che lo emozionava, che gli faceva qualche effetto. Le persone che lo circondavano, a partire dai suoi genitori, non gli procuravano alcun tipo di emozione. Erano come oggetti senza alcun valore.
Lui invece era diverso. Era riuscito a insinuarsi nel suo cuore, a far cadere tutte le barriere che si era faticosamente creato tutt'intorno. Era anche l'unico che non riusciva a trattare male.
Si era perdutamente innamorato, lo doveva ammettere.
Si riscosse dai suoi pensieri nel momento in cui bussarono alla porta.
Velocemente andò ad aprire, trattenendo il sorriso. Non poteva essere certo che fosse di già lui.
Ma quando aprì la porta nei suoi occhi balenò la felicità.
<< Ciao! >> lo salutò allegramente l'ospite, entrando in casa, trascinandosi appresso una valigia di grosse dimensioni.
Itachi lo salutò con un gesto secco del capo, chiudendo la porta.
<< Hai intenzione di rimanere per molto, vedo >> constatò, alludendo alla valigia. La cosa gli faceva piacere, ma non lo avrebbe ammesso con nessuno al mondo. Yusuke escluso, ovviamente.
<< Poco più del solito.. >> lo informò, guardandolo con un sorriso dolce.
Il padrone di casa distolse lo sguardo dal suo, incamminandosi davanti a Yusuke. << Dividerai la camera con me, come 'abitudine.. >> lo informò, col suo solito tono piatto e distaccato, prendendo a salire le scale.
Il ragazzo appena arrivato lo seguì docilmente, guardandolo confuso. Era strano che si comportasse così con lui. Che fosse cambiato qualcosa? Magari non lo voleva più tra i piedi.
Divenne un po' triste, ma decise di non darci troppo peso. Era normale cambiare e forse era solo una cosa passeggera.
O almeno lo sperava.
Quando giunsero in camera, posò la valigia accanto al suo letto e fece per dire qualcosa, ma venne anticipato dall'altro.
<< Fa quello che vuoi, io devo studiare.. >> mormorò, sedendosi ad una scrivania e prendendo uno dei libri a caso. Sarebbe stato quello che era per tutti.
Freddo, antipatico.
Asociale.
Era meglio così, per tutti. Per loro in primo luogo.
Sentì un rumore alle sue spalle, ma non vi fece caso più di tanto.
Yusuke gli si avvicinò silenziosamente, triste per come lo stava trattando.
Che cos'era che non andava in lui? Aveva sempre pensato di essere un suo pseudo amico.
Si, perchè Itachi non ne aveva di amici e probabilmente non ne avrebbe mai avuti di veri.
Mai.
Lo abbracciò per le spalle.
<< Facciamo qualcosa... >> mormorò, annoiato. Alla fine, era scappato di casa unicamente per lui, scappando dai suoi tutori.
Non poteva trattarlo come una persona qualunque!
<< Lasciami stare >> Itachi lo disse con calma, staccandoselo di dosso.
Non poteva permettersi cedimenti, non era una ragazzina.
Era Itachi Uchiha, il discendente più puro del suo casato! Non poteva gingillarsi con sciocchezzuole come l'amore o l'amicizia!
<< Perché fai così? Che cosa ti ho fatto? >> domandò, tristemente. Gli faceva male essere trattato così da lui, il suo gemello.
Probabilmente l'altro non lo riteneva più degno delle sue attenzioni. E non capiva la causa di quel cambiamento così repentino.
<< Vattene. Non sei più il benvenuto >> Il più grande dei due sputò fuori quelle parole come veleno, glaciali come punte di ghiaccio.
Tirò indietro la sedia e si voltò a guardarlo.
<< Nessuno ti vuole più, qui >> riprese, guardandolo con apatia. Doveva allontanarlo da sé, solo così sarebbe diventato forte.
Il più piccolo non seppe cosa dire.
Non immaginava di essere così malvoluto in quella casa.
Ne era rimasto profondamente ferito.
Strinse i pugni, chinando il capo, amareggiato. Non era mai stato voluto, fin dalla nascita. Altrimenti non lo avrebbero dato in adozione.
Ma a lui bastava poter passare del tempo con Itachi e tutto prendeva senso.
Lo amava, era da un po' che ci rifletteva e quella era l'unica soluzione possibile.
Se n'era innamorato.
<< Dopo tutto ciò che ho fatto... Tu mi allontani così? Senza un perchè?! >> urlò, mentre le lacrime avrebbero voluto mostrarsi.
Lo guardò dritto in faccia, arrabbiato e ferito.
Ma le trattenne. Non si sarebbe fatto umiliare ancora di più.
<< Sono scappato per venire da te, per.. Vederti, per stare con te! Ma tu.. Tu mi odi, mentre io... Io.. >> chinò il capo, stringendo i pugni fino a far diventare bianche le nocche.
Non sapeva come dirglielo. Lo avrebbe deriso? Umiliato?
Prese un respiro profondo e riprese a bassa voce.
<< Mentre io... Tu sei tutto per me, io...Io ti amo.. >> mormorò, flebilmente. Non osava guardarlo in faccia.
Nella stanza scese il silenzio generale.
Itachi era rimasto molto colpito da quella frase e non sapeva come era meglio agire.
Confessare che anche lui lo amava? Mentire e dire che lo odiava?
Scelse di continuare ad essere duro.
Yusuke non capiva perchè non gli diceva nulla, così alzò il capo, per sapere cosa stesse facendo.
L'altro non aveva atteso altro, sapendo che lo avrebbe fatto. Lo conosceva molto bene e sapeva che era curioso.
In quel momento gli diede uno schiaffo, forte, sulla guancia sinistra, facendola diventare rossa.
Il giovane dai capelli corti si portò una mano alla guancia, stupito.
A cos'era dovuta quella reazione? Era eccessiva! Gli occhi gli si riempirono di lacrime. Aveva atteso a lungo per stare con lui, e ora avrebbe voluto non essersene mai andato di casa.
<< Questo è quello che proveresti a stare con me. Dolore. Tristezza. Confusione. Stare con me è solo sofferenza. Non ti potrei offrire che quello >> lo disse in tono piatto, distaccato, ma nei suoi occhi qualcosa era cambiato.
Era triste, arreso all'idea che comunque lui se ne sarebbe andato, per quanto gli volesse bene. L'unica sua arresa, in quella vita.
<< Ma starei con te.. >> sorrise, capendo che anche Itachi lo ricambiava. Non sarebbe riuscito a dichiararsi apertamente, ma lui lo comprendeva, lo sapeva com'era fatto. << Ti prego... Permettimi di stare con te... Sei la mia vita... Concedimi questo privilegio.. >> la voce gli si incrinò. Se avesse detto no... Se gli avesse negato la felicità... Non avrebbe retto.
<< Uhmph... >> Il ragazzo dai lunghi capelli scosse il capo. << Fa come vuoi.. >> e, finalmente, dopo un anno, gli sorrise. Un sorriso gentile, come solo a lui li sapeva rivolgere. Forse aveva fatto male a chiudersi in quel guscio.
Si sentì buttare a terra. Yusuke gli era letteralmente saltato al collo, sorridendo.
Sentì le sue labbra sulle proprie e chiuse gli occhi.
Il gemello non lo avrebbe lasciato tanto facilmente, quindi tanto valeva provarci. Almeno in privato.
Gli accarezzò il capo, come faceva quando voleva esprimere il suo amore verso di lui.
Si, gli piaceva quella sensazione. Avrebbe voluto che continuasse.
Per sempre.

§*****OWARI*****§

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view post Posted on 30/9/2007, 17:01Quote
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la scema di turno XD

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/11/2009, 22:20


VERDETTO FINALE DEL CONTEST:

Allora ...prima di tutto scusate per il ritardo ma sono stata super imegnata (scuola del bip è_é.

cmq le fanfic erano tutte belle,coinvolgenti, scritte bene dal punto di vista sintattico e grammaticale, cioè tutte ben scritte e i vostri pg original erano molto belli e caratterizzati.

è stato difficilissimo decidere ma .la vincitrice del contest è .................................................................................................(rullo di tamburi)..............................

Yume con la sua fic su beyblade cruel fantasy (coppia: yuriy x dana):

L' ho scelta perchè mi hanno colpita soprattutto la storia che mi ha emozionato e soprattutto la canzone "cruel fantasy" *O*

COMPLIMENTISSIMI ALLA VINCITRICE -............................ MA ANCHE A TUTTI I PARTECIPANTI!

VVTTTTB a tutte ^*********^

FIRMA UNDER CONSTRUCTION! Si prega di attendere , grazie ^^

^=^My Forum^=^

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*I miei FC ^o^*






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view post Posted on 30/9/2007, 17:45Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/12/2009, 12:45


Grazieç***************ç e complimenti a tuttiç**********ç

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~ Ikkyu Nyu Kon! ~

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Endless slumber has ended
Dazzling rays surround me
Sparkles infinitely Dreams Dreams
Journeys firmly Going Going
Puts promise into our hands
Showing hope's tomorrow
Echoing sounds soar distantly

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Resound through the skies
Resound through the skies


~Firma e altre cose~

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view post Posted on 1/10/2007, 16:40Quote
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SCREW Fanclub

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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 02:00, 14 minuti fa


complimenti yume ^o^/

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view post Posted on 1/10/2007, 19:07Quote
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Unica e Vera Moglie di Naoji e Ragazza di Lucius. Trevor&Alucard's Wife.


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 10/12/2009, 22:14


Complimenti Shore>*********<

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Una rosa è una rosa anche se essa sia bianca o rossa. Una rosa non sarà mai un lillà. [Citazione by Andrè - Lady Oscar.]
 
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